Aica per la Scuola Digitale: intervista a Roberto Ferreri

Cos'è AICA e cosa significa la sfida della scuola digitale?
AICA è l'acronimo che sta per Associazione per l'Informatica e il Calcolo Automatico. E’ la prima e più importante associazione dei cultori e dei professionisti ICT. Nasce nei primi anni Sessanta, è un'associazione no profit e ha come obiettivo lo sviluppo delle competenze informatiche dagli aspetti concettuali a quelli applicativi. “All’anno zero” della scuola digitale AICA segue lo sviluppo della digitalizzazione del personale e degli studenti delle scuole proponendo certificazioni di base e professionalizzanti, oltreché iniziative specifiche di culture digitale, tra cui le Olimpiadi di Informatica. Infatti AICA si accompagna non solo ai professionisti ma anche agli enti e aziende nello sviluppo di una cultura della digitalizzazione a 360 gradi.
Vorrei da subito segnalare che AICA attualmente ha attivato presso le scuole liguri circa 50 sedi di esame di certificazioni e svolge annualmente tra i cinquemila e seimila esami di moduli di competenze digitali, coinvolgendo in queste attività più di 100 insegnanti liguri.

Come interagisce AICA all'interno del Piano Nazionale Scuola Digitale?
I rapporti col Miur risalgono a diversi anni fa e si estendono a tutti gli enti nazionali ed europei interessati alla digitalizzazione della scuola, a partire dall’ “Agenzia per l’Italia Digitale”. Il ruolo principale svolto all'interno del Piano Nazionale Scuola Digitale è la proposizione di AICA come partner per l’accrescimento della cultura digitale del personale della scuola insegnante ed amministrativo  e, soprattutto, degli studenti, mediante il suo ruolo di ente certificatore di competenze digitali di base e professionalizzanti.
Fra le certificazioni  più significative ci sono quelle rilasciate per la patente europea del computer  ECDL (European Computer Drive License) che a seguito della normazione del sistema nazionale delle certificazioni  è stata ufficialmente  accreditata  presso l’Ente Italiano degli accreditamenti (ACCREDIA) ed assume quindi lo status di documento giuridico a valenza europea, utile quindi a valorizzare il titolo di studio dei ragazzi.
Per non dimenticare altre certificazioni più specializzate a specifiche articolazioni scolastiche, come il caso del CAD2D e CAD3D, oppure del Project Management.

Le certificazioni presentano un aspetto positivo e concreto nel mondo del lavoro?
Le certificazioni sono uno strumento che è riconosciuto sia dalla scuola, che forma la competenza, sia dall’impresa che utilizza la competenza. E’ quindi fondamentale che lo studente accompagni il titolo di studio con certificazioni qualificate per facilitare l’inserimento nel mondo del lavoro.
Ci sono diversi tipi di certificazioni, che potremmo sintetizzare in tre livelli. Il primo riguarda le competenze di base, ad esempio  per fornire ai ragazzi gli elementi utili  per muovermi in sicurezza e con padronanza nel mondo digitale e sui social; il secondo riguarda le certificazioni professionalizzanti come la certificazione CAD2D per un futuro geometra  che debba presentarsi nel mondo lavoro dando prova certa di saper utilizzare le piattaforme di disegno tecnico che ormai sono indispensabili per lavorare.
Un terzo livello riguarda quegli studenti che non seguono indirizzi tecnici, ma che comunque devono sviluppare le competenze digitali. Per loro nell'ambito dell'alternanza scuola-lavoro si può sviluppare un progetto (e4job)  dove vengono  insegnate agli studenti alcune competenze che devono essere applicate nei processi di innovazione delle organizzazioni, senza raggiungere il livello di competenze tecniche specialistiche, ricoperte da professionisti IT.
Quindi per inserirsi nel mondo del lavoro i ragazzi devono avere delle competenze di base, a partire dal concetto di sicurezza anche contro il cyberbullismo. Il secondo livello è sicuramente una competenza operativa digitale specifica mentre il terzo è la cultura digitalizzante per l’innovazione che ormai non prescinde più dalle tecnologie.

Abbiamo parlato degli interventi che AICA fa per le certificazioni. Per quali progetti AICA viene visto come partener della scuola?
Oltre allo sviluppo delle competenze di base attraverso le certificazioni, di cui abbiamo parlato, AICA si propone all'interno di processi specifici, tra cui il supporto a progetti di alternanza scuola-lavoro. Altri progetti studiati appositamente per le scuole per sensibilizzare le scuole sugli argomenti del digitale tra cui” IO CLICCO SICURO” per la sicurezza digitale degli studenti, WEBTROTTER per una navigazione efficiente in internet. Inoltre con la Regione e l’USR vengono organizzati dei Concorsi per le scuole su progetti digitali.
E non dimentichiamo anche ciò che si sta facendo con la Regione nell'ambito del Salone degli Orientamenti  con una definizione dei moduli in grado di coprire tutte le scuole di ogni ordine e grado.

Abbiamo parlato di AICA e del ruolo di accompagnamento, ma si può avere una formazione che tenda a raggiungere non solo gli studenti ma in primo luogo i docenti?
Al lato docenti si deve aggiungere anche il lato genitori. È necessario avere qualcuno che possa aiutare i figli nella costruzione dei compiti, soprattutto per il fatto che siamo all'anno zero del digitale. L'idea di base è quella di rendere la scuola non solo il luogo in cui si va a imparare ma un punto di riferimento per il territorio.  
Per i docenti occorre distinguere tra formazione all'uso delle tecnologie e certificazioni digitali. Faccio questa distinzione perché il MIUR nell’ambito delle graduatorie  per gli insegnati e il personale della scuola riconosce specifici punteggi alle certificazioni informatiche, tra cui ECDL ed EUCIP.
Però per i docenti può risultare difficile utilizzare le tecnologie digitali nello sviluppare i processi di apprendimento dei ragazzi; per rispondere a questa difficoltà si può sostenere la  “nuova” didattica  con moduli formativi che spiegano come FARE DIDATTICA NEL WEB 2.0 (Corso disponibile sul sito AICA) oppure con materiale didattico messo a disposizione degli Snodi Formativi volti alla formazione dei docenti.

C'è un modo per tenersi informati sui progetti di AICA?
È presente il portale AICA (www.Aicanet.it). 
In particolare le scuole hanno una sezione loro dedicata in cui possono trovare tutte le proposte che AICA ha predisposto per loro. Inoltre sono attive alcune comunità social in cui i diversi docenti interessati alle certificazioni proposte da AICA possono confrontarsi e ricevere indicazioni.
Più in generale il nostro target è diviso in quattro parti: 1) la cittadinanza digitale, ovvero la persona che deve fare una qualsiasi operazione online, ad esempio organizzarsi la vacanza; 2)  l'utente nell'uso  di strumenti informatici; 3) il professionista ICT che gestisce i database, i sistemi operativi e 4) una nuova figura ovvero l'e-leaderhip. L' e-leadership è definita a livello europeo ed è colui che deve decidere l'organizzazione sapendo che utilizzare non può prescindere dal digitale. Ognuno di essi può trovare le informazioni utili.

L'animatore digitale può contattare AICA?
Certo. Disponiamo di una struttura a livello centrale di contatti e organizziamo anche visite dirette presso le scuole che hanno interesse ad approfondire la possibilità di correlare le certificazioni informatiche al loro Piano triennale di offerta formativa. Al proposito anche in Liguria sono già in corso approfonditi contatti con alcune scuole che propongono le certificazioni ai loro studenti.
L'indirizzo mail di AICA è Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. ma potete anche contattarmi di persona utilizzando Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Questa intervista è stata realizzata da Lorenzo Peluffo, studente iscritto al corso di laurea della Comunicazione dell’Università di Genova, nell'ambito del tirocinio svolto presso Liguria Digitale.

 

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