Innovazione scolastica con stampanti 3D e Fab Lab

Si assiste, anche, in Italia alla graduale diffusione e utilizzo della metodologia didattica basata sui laboratori definiti Fab Lab che si ispirano al Maker Movement
Esiste un discreto numero di scuole di ogni ordine e grado che stanno allestendo laboratori con le specifiche del Fab Lab o che hanno deciso di adottarne alcune pratiche svolgendole in classe. 

Per chi ancora non li conoscesse ecco un approfondimento su Maker Movement e Fab Lab.
Costituito da persone che per semplicità vengono chiamate makers, o artigiani digitali,  il Maker Movement   si basa sul tradizionale approccio del "fai da te" estendendo tutte le applicazioni dei laboratori artigianali alla sfera della tecnologia e dell’informatica.
I makers, si occupano di produrre, modificare, ideare prodotti di tipo ingegneristico, come apparecchiature elettroniche, realizzazioni robotiche, dispositivi per la stampa 3D all’interno di apposite officine, chiamate Fab Lab, che offrono servizi di fabbricazione digitale. 

Quando questi spazi "artigianali" sono inseriti nelle scuole il principio rimane invariato: si lavora progettando, utilizzando prodotti digitali e oggetti materiali, creando prototipi e modelli che vengono prodotti con differenti tecnologie di fabbricazione tra cui le stampanti 3D
Tipico di questa metodologia è che il processo di apprendimento si basa su cicli di miglioramento dove l’errore è una fase da sfruttare, e quindi studiare, e non un fallimento. 

Il Fab Lab, tramite le sue procedure operative, può consentire di ottimizzare il sistema educativo trasformandolo e creando nuovi modi di conoscere e apprendere. I laboratori digitali possono pertanto contribuire a migliorare e il modello didattico tradizionale, basato prevalentemente sulla trasmissione delle conoscenze, integrandolo e innovandolo. 

Quali competenze aiuta a sviluppare un’attività di tipo maker?

  • potenzia lo sviluppo delle competenze specifiche( in particolare logico-matematiche, scientifiche e linguistiche) grazie alla presenza degli strumenti e ad attività didattiche laboratoriali
  • aiuta nella creazione di percorsi formativi individualizzati e favorisce il coinvolgimento degli alunni
  • aumenta la collaborazione tra insegnanti e studenti grazie ad attività svolte insieme all'interno dei maker-space
  • contribuisce all'ottimizzazione delle risorse e aiuta a sviluppare un approccio positivo alla risoluzione dei problemi
  • fornisce agli studenti competenze evolute e al tempo stesso facilmente spendibili fuori dalla scuola

L'Indire (Istituto Nazionale Documentazione Innovazione Ricerca Educativa), tramite il suo osservatorio Maker@Scuola istituito nel 2014, ha deciso di avviare, nello stesso anno, un progetto di Ricerca centrato sull'utilizzo della stampante 3D nelle Scuole dell’Infanzia e nelle scuole Primarie. 

 

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